Chi sono i “top” della prova geopolitica?

Il protrarsi del conflitto in Ucraina dimostra quanto gli executive siano un asset strategico per l’intero sistema Paese. Il ruolo dei top manager si estende. Il loro agire non è più solo economico. Sempre più spesso si trovano a prendere posizione su temi sociali o a gestire partite politiche, in prima linea. Ed è qui che si misura la loro cifra. 

Per queste ragioni Claudio Descalzi (80.88) sale al primo posto della classifica Top Manager Reputation, l’Osservatorio permanente di Reputation Science sulla reputazione online dei vertici delle aziende attive in Italia. L’ad di Eni si è recato in Africa al fianco del Presidente del Consiglio Mario Draghi e del Ministro Luigi Di Maio. Rappresentava l’Italia nei negoziati sulle forniture e sulla produzione di gas negli anni a venire, settore chiave per l’Italia.

Così come fondamentale è il tema della nostra dipendenza dalla Russia, argomento sul quale si è espresso Francesco Starace (78.51). Il CEO di Enel è secondo: le sue parole all’Europa sulle fonti di approvvigionamento e sulle rinnovabili ribadiscono uno standing internazionale costruito nel tempo. I top manager italiani, in un contesto globale fragile e segnato dalla crisi, emergono sempre più. Si prenda ad esempio Carlo Messina (77.48): l’Ad di Intesa Sanpaolo ha siglato con l’Agenzia Onu per i rifugiati due accordi per aiutare la popolazione Ucraina, per i quali è stato ringraziato dall’Alto commissario Unhcr, e ad aprile è terzo.

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